Censurate!

Fa un certo effetto vedere le proprie facce censurate!

Ho aspettato a commentare, per non farmi prendere dall’emotività e da personalismi. Ma a distanza di giorni da quel comunicato trovo che la posizione del CSA francese sia davvero assurda per non dire pretestuosa.

Secondo il Consiglio superiore dell’audiovisivo Il video che il Coordown ha realizzato in occasione della Giornata Mondiale della sindrome di Down #dearfuturemom “non può essere guardato come un messaggio d’interesse generale” e “la sua finalità può apparire ambigua e non suscitare un’adesione spontanea e consensuale”. Ma c’è di più, l’authority ritiene che il film possa “disturbare la coscienza delle donne che, nel rispetto della legge, hanno fatto scelte diverse di vita personale”.

Davvero ci sono state mamme francesi che hanno scritto all’authority perché turbate da questo video? Davvero qualcuno si può sentire ferito se i nostri ragazzi dichiarano di essere sereni, felici, realizzati? Se ammettono con onestà le difficoltà della loro vita e della loro condizione, ma affermano con determinazione che la loro è una vita degna e che possono realizzare se stessi pur con fatica, impegno e perseveranza? Ma davvero non possiamo dire di essere genitori felici nonostante la sindrome di down senza essere accusati di anti-abortismo? Davvero non possiamo dire che la nostra è una vita possibile senza essere accusati di ledere la libertà delle scelte degli altri?

Ma nessuno difende le nostre scelte? Il CSA non si è posto il problema che difendendo il diritto di scelta di alcune madri ha negato il diritto di altre di fare una scelta altrettanto valida e rispettosa della legge? Davvero il CSA non si è posto il problema che così sta negando il diritto di parola ai nostri figli?

Io credo di non aver mai giudicato le scelte di nessuno in materia, ho parlato con madri che hanno fatto o avrebbero fatto scelte diverse dalla mia in serenità e con grande rispetto reciproco, io credo che nessuna di loro si sia mai sentita violata nel suo diritto di libertà di scelta guardando il sorriso di mia figlia, la sua allegria, la sua grinta. Alcune mi hanno confessato che avendo conosciuto Emma hanno cambiato opinione, altre continuano a dire “io non ce la farei!”, rispetto le une e le altre, ma loro rispettano me, mia figlia e le scelte della mia famiglia, ma nessuna si sognerebbe di chiedermi di chiudere in casa mia figlia, di non far vedere in giro il suo volto felice per non ledere la loro sensibilità. Dove arriveremo?

Non sarà una speculazione politica su uno dei tanti argomenti bollenti con cui le due fazioni politiche si stanno facendo la guerra? Una guerra sulle spalle anche dei nostri figli. Non c’è molto da stupirsi, in fondo parliamo della Francia dove esistono ancora le scuole speciali, un paese che sta marciando a passo serrato verso l’eugenetica, incoraggiando tutte le donne a sottoporsi a screening neonatali e a interruzioni di gravidanza in caso di risultati positivi, seguendo l’esempio della Danimarca che ha dichiarato di voler eliminare la sindrome di down entro il 2030. Forse qui si vuole arrivare…

Ma lungi da me da voler commentare queste posizioni estreme, mi compiaccio di vivere in Italia dove posso vivere la mia vita a testa alta, orgogliosa di mia figlia, conscia dei suoi limiti e delle sue fatiche, ma serena, e dove nessuno si sente ferito o giudicato se mia figlia dichiara di essere felice, di poter fare un sacco di cose nonostante le difficoltà, di andare a scuola, di poter un giorno aspirare a un lavoro e una vita autonoma.

Il CSA ha l’autorità di negare la diffusione del video solo in tv quindi di fatto sul web il film continua a essere visto e condiviso, la forza della rete sta vincendo la sua battaglia contro l’ottusità e la strumentalizzazione politica, nessuno ci censurerà davvero, nessuno ci impedirà di esprimerci e di raccontarci.