Colpa delle stelle

Copertina del libro Foto di divergentfaction.wordpress.com

Copertina del libro
Foto di divergentfaction.wordpress.com

Ci ho pensato, ci ho pensato a lungo, ho riletto delle pagine e ho riascoltato le frasi che mi ero sottolineata.
Sì “Colpa delle stelle” merita di stare al top delle classifiche dei libri di tutto il mondo.

Nel mio viaggio di giugno in Nord Europa lo avevo visto in tutte le vetrine e in mano a tantissime persone, ho visto cover dei telefonini e t-shirt che mi ricordavano la fantastica grafica della copertina. Quando vedo questi fenomeni all’inizio snobbo, poi sono talmente curiosa e voglio capirne il senso che ci vado dentro.
Ho comprato il libro e ho cominciato a leggerlo. La storia di quei due ragazzi è una storia d’amore, solo che loro due hanno il cancro e quindi devono fare i conti con la loro unica storia d’amore e viverla nel modo più intenso possibile. Niente compromessi, i compromessi li fanno già con la vita. Hazel è anche disposta a rinunciare a quella storia per quanto Augustus sia bello e affascinante, quando pensa che lui fumi. Cosa che non farebbe nessuna ragazzina della sua età, giocarsi il figo del quartiere solo per un dettaglio, ma per Hazel è diverso: nessun compromesso, per lei quel dettaglio è decisivo e non è accettabile che lui fumi visto le condizioni dei suoi polmoni! Non una storia d’amore tanto per viverla, non una storia per non essere da meno dei coetanei, non una storia da aggiungere alle altre finché non incontrerà quello giusto. La Storia d’Amore: incontrarsi, riconoscersi, innamorarsi e amarsi. La vita ha fatto crescere questi ragazzi molto in fretta quindi non si fermano davanti alle banalità, ma prendono in mano la manciata di anni che gli ha offerto la vita, prendono la scorciatoia e vanno dritti al senso di quella vita. Forse per questo il libro che è ufficialmente per teen ager piace anche a noi grandi perché ci parla di cose grandi, di cose da grandi.

E’ vero parla di cancro, è vero parla di morte, è vero parla di dolore, ma parla anche di vita, di amore, del senso della felicità. E’ un libro positivo, è un libro che ti offre un nuovo sguardo sulle piccole e sulle grandi cose della vita.
Ho amato il modo in cui i ragazzi parlano della loro malattia senza sconti, diretti, schietti, con cinismo in alcuni momenti, con ironia in altri, e con l’assoluto bisogno di sopravvivere alla compassione e al pietismo del resto del mondo, una lezione sul linguaggio e sull’atteggiamento verso la malattia e i malati che tutti leggendo il libro dovremmo imparare.

Sento l’eco delle frasi che John Green ha sapientemente incorniciato, come fossero aforismi da appendere alla porta della camera o sull’armadio, da esibire sulla T-shirt o frasi da copiare sulla Smemoranda. Ad Hazel e Augustus non bastano le parole d’amore tradizionali, quelle che giovani e adulti sprecano tutti i giorni, dicendole e negandole in breve tempo. Loro ne inventano di nuove perché quelle non sono abbastanza. Anche “Okey” diventa una parola d’amore e un “per sempre” assume un senso nuovo quando hai solo 16 anni, ma la tua vita dura “solo” 16 anni. Lo darò in mano a mia figlia, anche se ha solo 12 anni, perché è bene che impari presto che l’infinito non è solo quello dei One Direction, e che “alcuni infiniti sono più grandi di altri infiniti”.
Ben vengano tutti i John Green del mondo se solo riescono a lasciare un segno nella testa o nel cuore dei nostri ragazzi e attraverso loro anche di noi adulti che in tema di amore o di senso della vita abbiamo sempre da imparare.
Voglio vedere ragazzini in spiaggia con il libro in mano, teen ager con il retro dell’iPhone con le nuvole e la scritta “Okey”, le ragazzine con la tshirt con scritto “mi hai regalato un per sempre dentro un numero infinito” o “sarebbe un privilegio ritrovarmi il cuore spezzato da te” invece che quella con le facce dei 1D o la frase sul mojito di Subdued, voglio vedere i diari dei ragazzi al liceo pieno di frasi copiate dal libro, le pagine Facebook con le citazioni sullo status al posto dei “chatto coi mi piace”. Se fosse così vorrebbe dire che un seme è stato piantato e che i libri lasciano il segno anche nelle nuove generazioni.

PS: Nessuna spoilerata sulla trama, non si fa!

PPS: Qui vedete l’immagine della copertina della versione inglese! Peccato che l’editore italiano (Rizzoli) abbia deciso di mettere in copertina la faccia di due sconosciuti, che diventeranno qualcuno solo quando uscirà il film, in Italia, ahimè solo il 4 settembre.

Citazioni dal libro foto di the-fault-in-our-stars-quotes.tumblr.com

Citazioni dal libro
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