SOSTENERE LA RELAZIONE TRA PARI NELLA CLASSE INCLUSIVA – Consigli pratici per insegnanti (n.2)

 

di Catia Malaquias* e Robert Jackson**

Ringrazio Catia Malaquias e Robert Jackson per avermi autorizzato a tradurre e pubblicare i preziosi articoli sull’inclusione scolastica, usciti in inglese sulle pagine di Starting with Julius. Saranno di grande utilità anche agli insegnanti in Italia.

Questo è il secondo di una serie di articoli che hanno l’obiettivo di offrire alcuni consigli pratici agli insegnanti per migliorare l’inclusione nelle loro classi. È possibile leggere gli altri articoli nel sito SWJ IncludED, i link sono elencati alla fine di questo articolo, quelli già tradotti in italiano rimandano alla versione italiana.

Gli insegnanti riconoscono senza difficoltà gli obiettivi accademici di un’educazione inclusiva e, di conseguenza, la necessità di applicare l’istruzione differenziata e la progettazione universale per insegnare in una classe in cui siano presenti studenti con disabilità. Tuttavia, i benefici sociali duraturi e l’indipendenza che si raggiungono grazie all’educazione inclusiva sono tanto importanti quanto a volte trascurati.

I migliori risultati dell’inclusione sociale si ottengono quando:

  • I pari accettano lo studente come un membro del loro gruppo – come un pari valore; e
  • La relazione tra pari viene mantenuta lungo tutta la loro esperienza scolastica.

I benefici sociali e accademici di un’educazione inclusiva sono strettamente legati: tutti gli studenti, compresi gli studenti con disabilità, possono ottenere risultati accademici migliori  se hanno buone relazioni sociali nella loro classe. Inoltre, dal punto di vista della salute, gli studenti che si sentono socialmente esclusi e isolati sono a più alto rischio di problemi di salute mentale, come l’ansia e la depressione.

La relazione tra pari in classe apre la via a relazioni sociali migliori al parco giochi e da lì in avanti fino ai luoghi di lavoro, e più in generale nella comunità e nella vita.

Gli insegnanti sono fondamentali per l’esperienza scolastica e sono in grado di influenzare il grado e la qualità della relazione tra pari di ogni studente e l’inclusione sociale.

Avere uno studente con disabilità in classe non significa che lo studente si senta automaticamente “incluso”, o sia percepito come “incluso” dai suoi coetanei. Inclusione e senso di appartenenza riguardano soprattutto le relazioni che gli studenti hanno all’interno della classe. Per esempio, uno studente con disabilità che riceve la maggior parte della sua istruzione da un insegnante di sostegno in un angolo della classe può sentirsi ed essere visto dai coetanei come l'”altro” in classe. La presenza fisica in aula è necessaria, ma non sufficiente. La relazione tra pari è fondamentale per ottenere una classe inclusiva “tutti noi”, piuttosto che la classe esclusiva “noi e l’altro”.

Ecco alcuni consigli pratici per gli insegnanti che cercano di sostenere la relazione tra pari per migliorare la qualità della inclusione nella loro classe: alcuni dei suggerimenti sono particolarmente significativi per gli studenti con disabilità intellettiva.

  1. RICONOSCERE LA DIVERSITÀ NELLA CLASSE. Ognuno dei vostri studenti è diverso. Ogni studente ha punti di forza e sfide da affrontare. Parlare in classe della differenza può favorire l’accettazione della diversità. Il rispetto della diversità sta alla base della vera inclusione.
  1. PORTARE EQUITÀ IN CLASSE. Ogni studente ha lo stesso diritto di stare in classe. I vostri studenti si accetteranno a vicenda più facilmente se vedono voi insegnanti trattare ciascuno di loro con equità, valorizzando il contributo unico di ogni studente sia come individuo, sia come allievo. Gli studenti imparano  da voi il significato del valore unico che ognuno di loro, nessuno escluso, porta nella vostra classe.
  1. INCLUDERE TUTTI GLI STUDENTI NELLE ATTIVITÀ DELLA CLASSE. Se uno studente con disabilità non è coinvolto attivamente e con regolarità in particolari lezioni o viene escluso da alcune attività di classe, sia perché segue specifici programmi di apprendimento o perché impegnato in una relazione uno-a-uno con un insegnante di sostegno, difficilmente i suoi compagni lo percepiranno come un loro pari a pieno titolo. Fare domande a cui il vostro studente sia in grado di rispondere, chiedere al vostro studente di ripetere la risposta di un altro studente o anche solo utilizzare esempi che danno allo studente la possibilità di essere coinvolto e di contribuire, sono modi per migliorare il coinvolgimento di quello studente nella lezione di classe, anche quando sta imparando a un ritmo diverso. Tutti gli studenti dovrebbero essere coinvolti nella lezione in classe.
  1. UTILIZZARE IL PEER TUTORING COME STRUMENTO DI RELAZIONE SIA ACCADEMICO SIA SOCIALE. Gli studenti della vostra classe possono aiutare a insegnare concetti a uno studente che può richiedere un ulteriore supporto all’apprendimento. Alcuni studenti apprezzeranno questa opportunità mentre svolgono il proprio lavoro o dopo averlo completato. Insegnare a un compagno aiuta lo  studente a capire prima i concetti stessi e rafforza quei concetti a suo beneficio. Dal punto di vista del beneficio accademico, il peer tutoring in classi inclusive ha dimostrato di essere vantaggioso per entrambi gli studenti. Dal punto di vista sociale, fornisce anche l’opportunità di sviluppare relazioni di qualità tra pari. Il peer tutoring è un vantaggio da punto di vista accademico, è socialmente potente e fonte di arricchimento sul piano personale.
  1. EVITARE L’IMPATTO DI UN INSEGNANTE DI SOSTEGNO “VELCRO”. È indubbio che  alcuni studenti abbiano bisogno di più  assistenza da parte dell’insegnante di sostegno, ma deve essere chiaro che voi siete l’insegnante dello studente e non l’insegnante di sostegno. In qualità di insegnante di classe, fornire istruzioni dirette al vostro studente è fondamentale perché lo studente si senta e sia percepito come parte della vostra classe. Anche con gli studenti che necessitano di un sostegno significativo, il vostro obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre progressivamente il ricorso al sostegno, sia, ad esempio, attraverso la costruzione di momenti di “apprendimento indipendente” (anche se a partire da pochi secondi o minuti in ogni lezione), sia mediante la sostituzione del supporto dell’insegnante di sostegno con un po’ di tutoraggio tra pari. Queste strategie permettono anche all’insegnante di sostegno di costruire una relazione con l’intera classe. Ampi studi internazionali hanno dimostrato che un insegnante di sostegno troppo “attaccato” a uno studente ostacola lo sviluppo sociale e accademico dello studente e invia un messaggio di esclusione, mandando il messaggio che lo studente “appartiene” all’insegnante di sostegno e non alla classe. Un insegnante di sostegno “velcro” può inibire lo sviluppo del rapporto tra lo studente e la sua insegnante, nonché tra lo studente e i suoi pari. Inoltre, uno studente che appare “coccolato” dalla propria insegnante di sostegno è più a rischio di non essere accettato dai suoi coetanei. Creare una relazione adeguata tra l’insegnante di sostegno, l’insegnante di classe, lo studente con disabilità e tutti gli altri studenti è fondamentale per una classe inclusiva.
  1. RIDURRE L’”ECCEZIONALIZZAZIONE” DEL TUO STUDENTE. Molti adeguamenti e adattamenti sono necessari e appropriati per realizzare il diritto all’istruzione di uno studente con disabilità. Tuttavia, la maggior parte degli studenti, tra cui gli studenti con disabilità, hanno un’inclinazione conformista a non rendersi troppo visibili agli occhi dei loro coetanei, ed è importante che gli insegnanti ne siano consapevoli. Il vantaggio di alcuni ausili in aula (per esempio, uno speciale cuscino di sostegno per la seduta consigliato da un professionista) può essere marginale, ma il costo dell’”eccezionalizzazione”, può essere significativo  in termini di impatto sulla percezione di se stesso dello studente e sulla disponibilità dei coetanei ad accettare ed entrare in relazione con quello studente. Il mantenimento della relazione tra pari è un obiettivo che ha valore in sé che non sempre è apprezzato dai professionisti del settore medico o dai genitori. Considerate sempre, anche consultandovi con gli stessi studenti, se un particolare obiettivo può essere raggiunto in modo da ridurre al minimo o da evitare l’”eccezionalizzazione” dello studente.
  1. FAVORIRE LA COMPRENSIONE E L’ACCETTAZIONE DEGLI ADATTAMENTI E DELLE ATTIVITÀ INDIVIDUALI NECESSARI. Parallelamente alla costruzione della comprensione della diversità in classe, si dovrebbe facilitare l’accettazione di eventuali adeguamenti che sono necessari per il vostro studente con disabilità, spiegando il loro scopo e i benefici ai compagni. Le spiegazioni, inoltre, aiuteranno gli altri studenti a considerare “giuste” le semplificazioni, comprendere gli adattamenti li rende più facili da accettare. Gli adeguamenti necessari sono coerenti con la diversità all’interno di una classe informata.
  1. CONDIVIDERE L’ESPERIENZA DEGLI ADEGUAMENTI NECESSARI. Quando è necessario o opportuno che uno studente con disabilità intraprenda un’attività particolare o riceva una particolare semplificazione, valutate se potete proporre questa attività come un’esperienza da condividere con gli altri membri della classe. Per esempio, una pausa “sensoriale” o esercizi “sensoriali” che includono un po’ di attività fisica possono dare beneficio anche ad altri studenti o potrebbero essere presentati in modo positivo come un premio per gli altri studenti. L’insegnamento della lingua dei segni alla classe può aumentare notevolmente l’inclusione di uno studente con difficoltà uditive o di linguaggio. La condivisione, per definizione, rende l’esperienza o l’adeguamento più inclusivi.
  1. METTETEVI NEI PANNI DEL TUO STUDENTE. Chiedetevi sempre: “Come mi sentirei se fossi al posto del mio studente? Che cosa penserebbero gli altri studenti?”. Questo vi permetterà di capire se la risposta sia ridurre al minimo l’”eccezionalizzazione” dello studente e/o favorire la comprensione e l’accettazione tra pari. Verificare la struttura della classe, le procedure e l’impatto di eventuali modifiche dal punto di vista di tutti gli studenti è un controllo incrociato importante.
  1. ASCOLTATE I VOSTRI STUDENTI E I LORO GENITORI. Qual è la mentalità in classe? Come interagiscono gli studenti? Come parlano l’uno dell’altro? Il loro comportamento quotidiano inconscio e il loro linguaggio riveleranno se la mentalità di fondo è “tutti noi” o “noi e l’altro”.

Le azioni per migliorare la relazione tra pari e l’inclusione sociale di una classe devono essere fatte al più presto possibile, perché la percezione di esclusione diventa sempre più radicata nel tempo.

Questi consigli sono qualcosa in più delle “pietre miliari” per una classe inclusiva: hanno l’obiettivo di mettere in evidenza il concetto delicato di relazione tra pari, così importante per aumentare i benefici di un’educazione inclusiva.

Altri articoli di questa serie:

Creare una cultura di classe inclusiva – Consigli pratici per insegnanti (N.o1)

Less Is More: The Education Assistant – Practical Tips For Teachers (No.3)

Getting the “Big Idea”: Including All Students in the Same Curriculum – Practical Tips for Teachers (No. 4 Part A)

*Catia Malaquias, avvocato e madre di tre figli, è fondatrice di Starting with Julius, un progetto che promuove l’inclusione delle persone con disabilità nei media e nella pubblicità. Puoi seguire le attività dell’associazione nel sito internet, sulla pagina Facebook o su Twitter @StartingWJulius 

**Dr Robert Jackson è professore Associato di Pedagogia  alla Curtin University in Australia Occidentale, Psicologo e Direttore di Include

Puoi contattare il Dr Jackson su Twitter @include108 o attraverso include.com.au

Un ringraziamento particolare a Daniela Scapoli che ha rivisto la traduzione e ha dato suggerimenti preziosi.

[Foto di copertina © Lucelia Ribeiro]

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata qui.

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