Nicole Orlando, atleta con sindrome di Down, sul palco del Festival di Sanremo

Nicole Orlando a Sanremo: un altro pezzo di cultura.

La foto di Nicole Orlando che guarda verso il cielo, avvolta nella bandiera italiana con la medaglia d’oro al collo, ha fatto il giro del web, lei commossa sul podio e noi a casa dietro gli schermi del computer. Un’icona di facebook per mesi.

Ieri Nicole era a Sanremo in eurovisione e presto sarà a Ballando sotto le stelle il sabato sera in prima serata. Una visibilità enorme, e per tutta la comunità che ruota attorno alla sindrome di Down è un’occasione unica. Parlavo con sua mamma oggi, di quanta responsabilità abbia Nicole e di quanto importante sia questo momento per tutti noi. Una mamma che sta discretamente a casa e la guarda da lontano, una mamma che non ho mai visto in televisione: ha lasciato il campo a lei, come è giusto che sia.

Ma perché è così importante tutto questo? Perché noi tutti facciamo il tifo per lei?

Di strada ne abbiamo fatta tanta in questo paese in termini di riconoscimenti di diritti, di inclusione scolastica, lavorativa e sociale, ma ancora ne dobbiamo fare tanta sul piano culturale, perché i diritti non bastano, le leggi non bastano se la cultura non c’è, se il mondo non è pronto ad accogliere i nostri ragazzi per quello che sono. Siamo stati premiati all’Onu come il paese modello per l’inclusione scolastica, ma nelle scuole ci sono ancora tante difficoltà perché anche se la legge c’è le risorse mancano e la cultura ancora non è diffusa. Il punto è che le battaglie politiche per i diritti devono andare a braccetto con quelle culturali, altrimenti sono inutili.

Nicole era truccata per l’occasione, ma non ha rinunciato alla tuta della sua squadra, era emozionata ma è stata grande, soprattutto è stata se stessa. Ho apprezzato molto Carlo Conti che ha presentato Nicole come un’atleta, una donna di 22 anni che ha vinto 4 medaglie d’oro e una d’argento. Che fosse una persona con sindrome di Down era solo un pezzo del puzzle e non la sua definizione. Ci ha pensato lei a specificarlo, in ben due occasioni, una consapevolezza che non ha guastato, anzi. E’ stato lo stesso per Ezio Bosso, il giorno prima, che ha travolto tutti con la sua arte e la sua energia, con le sue parole piene di poesia e di verità e che hanno toccato l’io più profondo di ognuno di noi perché le stanze buie le abbiamo attraversate tutti, anche chi disabile non è. Anche lì non c’è stato bisogno di definirlo perché si è definito da solo come uno straordinario artista e il fatto che la malattia lo stia consumando lo abbiamo visto tutti purtroppo, ma è stato solo un pezzo, non il tutto.

Per la cultura della diversità questo è un passo straordinario: non avere bisogno di spiegare, non avere bisogno di dire, non avere bisogno di chiamare le cose evidenti con la loro definizione scientifica, e concentrarsi sulla persona e sulle sue abilità e i talenti per cui è lì, in quel luogo. Niente compassione, niente “è un esempio di vita!” per favore! Nicole era a Sanremo perché è una straordinaria atleta e certamente anche per promuovere Ballando, Ezio Bosso era a Sanremo per la sua arte. Tutto qui. Ed è abbastanza.

Io esulto perché in questi giorni si è fatto un pezzo di cultura. Un bel pezzo di strada. Ieri Marco Pasciutti ha scritto: “Diciamo la verità: per 364 giorni l’anno dei disabili non frega nulla a nessuno”, oggi tutti commossi e domani? Facciamo in modo che non sia l’illuminazione di un attimo e facciamo qualcosa. Ha ragione. Ma io conto sul seme che è stato piantato e da sabato prossimo conto su Nicole che ha l’occasione di seminare ancora tanta cultura, di farsi conoscere per quello che è con la sua personalità, con i suoi straordinari talenti e certamente con i suoi limiti. Sarà una grossa responsabilità e spero che Milly sarà all’altezza di Carlo Conti e che userà il linguaggio giusto, tratterà Nicole come una donna di 22 anni e non come una bambina da coccolare e che nessuno le regalerà nulla.

Non tutti i ragazzi con sindrome di Down possono fare quello che fa Nicole, questo è vero e non dobbiamo dimenticarlo, così come non dobbiamo dimenticare che il valore di una persona non si misura su quello che riesce a fare, ma noi abbiamo bisogno di testimonial come lei, di persone che facciano capire chi sono le persone con sindrome di Down, cosa possano fare, la consapevolezza che hanno, e loro capacità di autodeterminarsi.

Ha una grande responsabilità Nicole, ma spero che non la senta e che si stia semplicemente divertendo da morire e che stia facendo un’esperienza di vita indimenticabile tanto e quanto le olimpiadi, e il suo sorriso di ieri sera non mi fa dubitare.

Nicole, facciamo il tifo per te!

 

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2 pensieri su “Nicole Orlando a Sanremo: un altro pezzo di cultura.

  1. chiaralorenzetti ha detto:

    L’ha ribloggato su squarcidisilenzioe ha commentato:
    Nicole #spacca!
    È questo l’hastag con cui Nicole Orlando sigla i suoi post sulla sua pagina Facebook. Sì, perché Nicole spacca, spacca perché è forte, determinata, e soprattutto serena con alle spalle, come dici bene, una famiglia presente ma non opprimente. Che la lascia fare le sue esperienze.
    Forza Nicole, anch’io faccio il tifo per te e lo sai ❤

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