L’albero che cade fa più rumore della foresta che cresce

Una settimana intensa quella appena trascorsa non solo per chi è attivo nel mondo delle associazioni che si occupano di sindrome di Down, ma anche per chi è semplicemente un genitore. E per intensa intendo sia emozionante sia dolorosa.

Se come mi ha detto un amico “L’albero che cade fa più rumore della foresta che cresce”, in questi giorni il rumore delle notizie rimbalzate sulla stampa è stato davvero forte. Un ragazzo picchiato in un autobus a Genova senza che nessun passeggero intervenisse, la copertina di Charlie Hebdo che ridicolizza un neonato con sindrome di down, una mamma che ritira un bambino dal nido perché ci lavora una assistente con sindrome di down, e per finire il vice presidente dell’ordine dei medici di Ferrara che usa parole pesanti e discriminatorie nei confronti delle persone con sindrome di Down. Ma dopo i primi momenti di sgomento, mi sento serena, ottimista e più forte di prima, come diceva quello stesso amico c’è da stare sereni perchè la nostra foresta cresce rigogliosa e robusta!

Certo fa male che sia proprio un giornale al quale molti di noi hanno dimostrato solidarietà in un momento drammatico, un giornale che aspira a fare cultura attraverso la satira a cadere su una buccia di banana e si macchi di ferire la dignità di persone disabili con insulti che sento ancora solo nei cortili delle medie. Certo fa male che sia proprio un medico, un padre di famiglia, un nonno, a ignorare cosa sia la sindrome di Down e giudichi le possibilità di realizzazione di una persona generalizzando le sue capacità in quanto portatore di una disabilità, tra le più variegate che si conoscano peraltro e questo un medico lo dovrebbe sapere.

Ma a parte questi casi isolati e da isolare la settimana è stata piena di buone notizie. Tra sabato e domenica siamo scesi in piazza in molti per Giornata Nazionale delle Persone con sindrome di Down per raccontare le nostre storie e distribuire il messaggio di cioccolato simbolo di Coordown e sono state davvero molte moltissime le persone che ci hanno fatto sentire la loro partecipazione e la loro accoglienza. A Milano i ragazzi di AGPD hanno assistito i cassieri di GAP oltre che raccontato ai clienti i progetti dell’associazione e ogni associazione ha proposto le sue iniziative in oltre 200 piazze italiane. Così come ci ha rassicurato e scaldato il cuore lo sdegno di molti di fronte al giudizio e le frasi discriminatorie di pochi. Non mi importa tanto che il medico di Ferrara si sia dimesso o che la mamma del nido cambino idea, mi interessa molto di più che rimangano dei casi e che gli italiani e i media si siano stretti intorno alle persone con sindrome di Down dimostrando la fiducia nelle loro possibilità e sottolineando la possibilità di un’inclusione piena e una vita indipendente.

La home del portale WOW

Qualsiasi cosa pensi il sedicente medico riguardo ai limiti delle persone con sindrome di Down e ai pochi lavori adatti a loro, con tutto il rispetto e la stima per chi lavora in cucina e fa il giardiniere, lavori che sarei felice mia figlia un giorno facesse con passione e dedizione, oggi le persone con sindrome di Down possono fare molte cose grazie alle loro capacità e alla disponibilità di molti datori di lavoro che scelgono di metterli alla prova e non una serie di mestieri preconfezionati per una “specie protetta”. E’ proprio di questa settimana il lancio del progetto WOW, ideato dall’associazione Capirsi Down Monza Onlus di Monza, in collaborazione con AGPD onlus e con Vivi Down onlus di Milano. Un progetto di integrazione lavorativa che intende superare la mera assistenza alle persone con disabilità e puntare a occupazioni che creino valore per l’impresa e soddisfazione per i lavoratori. Il progetto consentirà di creare un vero e proprio network in grado di connettere fra loro persone e aziende dopo un’analisi accurata e sistematica del potenziale delle persone Down e di concretizzare così l’impegno di famiglie, associazioni, operatori ed aziende. Durante il lancio alcuni adulti con sindrome di Down inseriti da tempo e con soddisfazione nel mondo del lavoro hanno raccontato la loro storia. Vi invito a leggere le storie di Ilaria, Simone, Marco, Andrea, Sara sul sito di WOW e a condividere le vostre. Insieme a Salvatore e Caterina sono senza dubbio la miglior risposta agli eventi di questi giorni e mi confermano che la nostra foresta cresce rigogliosa e robusta!

 

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