Sento le voci

Oggi mentre correvo sentivo le voci! Sentivo la voce di Sabrina prima di tutte che mi diceva stai dritta, apri il diaframma, muovi le braccia e datti la spinta, rilassa le spalle non sprecare energie, tira i calci come fanno in cavalli… Un po’ mi veniva da ridere, ma se lo faccio corro davvero più veloce e mi sento più leggera. La sua voce mi faceva compagnia e la sentivo vicina come lo è stata nella corsa di due settimane fa.

Sentivo le voci dei ragazzi delle scuole dove sono stata in questo periodo a parlare della sindrome di Down e de “Lo zaino di Emma“. Ascoltavo le parole dei ragazzi di Simona che hanno scritto anche un post sul nostro incontro che mi ha commosso. Vedevo i visi dei ragazzi della classe di Jack, il figlio del mio amico Fabio, le loro voci mi rincorrevano e le loro domande incalzanti pure, non mi hanno fatto dire due frasi complete, tanto erano pieni di curiosità e dubbi che non riuscivano a contenere. Alla fine ho fatto io una domanda, ho chiesto cosa avevano dentro il loro zaino e mi hanno guardato in silenzio come se avessero capito solo lì che la vita non era difficile solo per Emma, come se si guardassero allo specchio per la prima volta: “uno zaino io?”, “io ho il libro”, “io l’astuccio” e hanno riso per cercare di evitare le risposte… ma poi sono tornati seri e i più coraggiosi hanno tirato fuori le loro debolezze dallo zaino.

Sento la voce di Andrea che giovedì  era in prima fila alla presentazione, sua mamma mi ha detto che da piccolo gli hanno diagnosticato una forma di autismo, rientrata, poi la sindrome di Asperger e lui le ha detto: “Pure quella ho?” Non sapevo se ridere, se voleva fare una battuta, ma è rimasto serio. Andrea fa dei disegni bellissimi, ha illustrato la storia di Alice che era appesa in libreria e l’ha colorata con il pc. Sono rimasta incantata a guardare il suo lavoro e il suo mondo interiore che si esprime. È lui che mi ha fatto la prima domanda: “Ma se la sindrome di Down non è una malattia e Emma fa tutta questa fatica, in cosa consiste veramente la sindrome?” Aveva ragione tanto impegnata a sottolineare che non è una malattia che non ho spiegato il punto più importante, non ho parlato del ritardo intellettivo… Proprio oggi che Dario Fani racconta sul suo blog dell’incontro con quella mamma al parco che trascina via la figlia a strattoni e dice di Francesco “è un bambino malato!”

Sento le voci di mamme, maestre, insegnanti, bambini che ho incontrato in questi mesi alle presentazioni, sette solo nell’ultimo mese… Sento la voce della futura mamma che ho incontrato qualche giorno fa, preoccupata ma decisa. Sento la voce di Salvatore che dice “Vieni a vivere con me, amore?”, la voce di Emma che dice “Cara futura mamma, non avere paura!”

Sento le voci di Cristina e Milena che mi chiedono di “grattare le croste” di non parlare solo delle cose belle e delle conquiste, la voce di Rita che mi dice “non dimentichiamoci degli altri di quelli che non ce la fanno”, i tanti sogni e progetti condivisi con Catia dall’altra parte del mondo. Sento la voce di Marina che dice “ho capito che dovevo smettere di curarlo e cambiarlo… Luca is Luca!” Sento le parole di Massimiliano, che si fanno poesia, e arrivano ancora di più al cuore, se mai fosse possibile. Sento le voci dei bambini del film di Veltroni “I bambini sanno”, ho i loro visi  impressi nella testa, riascolto le loro semplici verità, i loro pensieri limpidi, le loro paure e le loro certezze. E ringrazio, in ascolto.

Mi scoppia il cuore, forse anche la testa e allungo il passo per scappare, apro il diaframma e respiro a fondo. Tutto questo mi dà tanta energia e anche tanta fiducia, mi riempie l’anima di storie, quelle che mi scrivono e quello che a fine presentazione le persone vengono a condividere con me. Ma capisco che devo fermarmi e fare un po’ di spazio per poterne accogliere altre, per poter elaborare i pensieri.

Corro, con le scarpe da running e senza in questo periodo, corro per star dietro a tutto e ora sento la voce di Rita che mi dice: “a correr dietro a tutto non dobbiamo dimenticarci dei nostri figli!” Questa è la voce che voglio ascoltare questo weekend, mi fermo e ascolto loro. 11008644_797676720339705_613879231058902278_n

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