Perché corro

“Ho cominciato a correre per sopravvivere, la rabbia mi stava divorando dentro e attraverso la corsa l’ho domata e ho trovato nuove energie e nuovi punti di vista per affrontare il mio io più remoto.
Ho ascoltato me stessa nel corpo, e non solo nel cuore e nella mente, e ho trovato risorse nuove.”

Lo scrivo ne “Lo zaino di Emma” e lo ribadisco qui, la corsa per me è stato un modo di ritrovarmi, il punto di contatto con il mio dolore, ma anche il punto di contatto con la mia serenità ritrovata. Le mie prestazioni sono scadenti in termini numerici, ma il running è democratico. Tutti possono correre, puoi correre quando e dove vuoi, puoi correre da solo o in compagnia, non costa (se non sei un fanatico dell’outfit!), l’unico costo è la tua fatica! Ma soprattutto è democratico perché ognuno corre al suo passo, ognuno con il suo ritmo, ognuno con il suo tempo… proprio come dovrebbe essere nella vita!

In tutte le gara che ho corso, ho portato Emma con me, perché la mia corsa, la mia fatica, le mie conquiste sono la metafora della sua vita, la cosa che più mi fa capire come si può sentire lei… quando gli atleti mi sfrecciano davanti io continuo ad andare al mio passo, senza scoraggiarmi, senza sentirmi meno degna di quella corsa, correremo gli stessi 42 km in fondo, gli stessi 21 o gli stessi 10, la strada è la stessa, solo il ritmo diverso. Ma quando arrivo in fondo, io ho vinto la mia gara, ho conquistato la mia medaglia… E’ questa la vita di Emma. Emma percorre gli stessi corridoi della scuola dei suoi coetanei, fa gli stessi sport, frequenta gli stessi parchi, gioca gli stessi giochi, ma corre la sua gara e conquista le sue medaglie. Noi abbiamo un patto con la vita, non cronometreremo le nostre corse, non ci importa quanto ci metteremo, ma arriveremo alle nostre mete, non tutte forse, ma le gare che ci siamo scelte.

Ebbene domenica è un giorno speciale, perché più di sempre correrò pensando a lei e ai suoi amici, i suoi colleghi di “corsa” e di fatica. Correrò per l’Associazione Genitori e Persone con sindrome di Down di Milano con altri 300 runner e sarà bellissimo. Farò fatica, più del solito perché sono piena di acciacchi, ma porterò il sorriso e la gioia di una grande sfida e di un grande gruppo. Correremo per un sogno: l’autonomia. Correremo per un progetto concreto: un percorso di formazione alla vita indipendente.

Qualche giorno fa ho incontrato 4 ragazzi adulti in associazione che avevano appena partecipato ad un progetto sperimentale di residenzialità. Per due lunghi weekend hanno abitato da soli e si sono organizzati, hanno cucinato, hanno pulito, hanno fatto la spesa, hanno guardato un film, hanno litigato e fatto la pace, hanno trovato qualche difficoltà e hanno cercato e trovato soluzioni. Ci hanno raccontato la loro esperienza con il cuore colmo di gioia, gli occhi luminosi, impazienti di poterlo fare ancora, e lì davanti alle loro parole e al loro entusiasmo il sogno di cui vi ho già parlato si è alimentato fino a farsi fiamma.

Domenica correrò la maratona di Milano con loro oltre che con Emma nel cuore, con la fiamma ardente di un progetto da portare a termine. Anche tu puoi correre con me e fare il tifo per i nostri ragazzi, puoi partecipare alla raccolta fondi e diventare ambasciatore di un sogno condividendo il nostro progetto!

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