A scuola per un giorno

Oggi sono stata in una scuola a parlare di diversità, di sindrome di Down e de “Lo zaino di Emma”. Credo che sia stato uno degli incontri da cui ho imparato di più nella mia vita e certamente uno dei più intensi da quando ho scritto il libro.

Ho incontrato una classe di seconda media di una scuola statale di Milano e mi è stato chiaro da subito che in quanto a diversità avevo ben poco da “insegnare”. Loro nella diversità ci vivono, nella classe ci sono ragazzi italiani, indiani, filippini, marocchini e alcuni di loro hanno anche bisogno speciali. Qui già lo sanno che essere differente è normale. Eppure di sindrome di Down non avevano esperienza, solo un paio di ragazzi avevano incontrato una ragazzo con sindrome di Down all’oratorio.

Abbiamo fatto un gioco: ho scritto alla lavagna la parola “diversità” e gli ho chiesto di dirmi la prima cosa che gli veniva a in mente. Mi hanno risposto così:
IMG_0786
Quelli che avevano già incontrato un ragazzo con sindrome di Down mi hanno detto che quando lui lo incontra e li abbraccia li mette in imbarazzo, che gli fa paura e che hanno paura di ferirlo se non stanno nell’abbraccio… Mi hanno detto “mi fanno pena”, “mi fanno tristezza”, “penso che siano sfortunati”. Mi si stringeva lo stomaco, ma capivo le radici del loro disagio.

Poi è toccato a me. Ho spiegato a quei ragazzi cos’è la sindrome e i luoghi comuni, ho raccontato loro la mia storia e la vita di Emma, ho condiviso le mie preoccupazioni di mamma, ma anche le mie speranze, ho raccontato degli adulti che conosco che lavorano, degli adulti con sindrome di Down che ho incontrato alle Nazioni Unite e che hanno parlato della loro storia davanti alla platea e al pubblico collegato in streaming, ho raccontato di Salvatore e Caterina, di Spartaco e Elena e della possibilità di alcuni di scegliere una vita indipendente.

Mi hanno guardato con gli occhi sgranati!  Hanno guardato con gli occhi lucidi Dear Future Mom e The Special Proposal. Ho visto le loro giovani menti farsi domande e darsi risposte, meravigliarsi e aprirsi ad un mondo nuovo con una disponibilità e una malleabilità che negli adulti non ho mai trovato. I loro commenti e le loro domande mi hanno offerto nuove prospettive e riempito il cuore di emozione, di coraggio e di fiducia nelle generazioni future. Alla fine abbiamo rifatto il gioco con la parola “diversità” e le risposte sono state completamente diverse. Per loro la diversità è diventata: difficoltà, possibilità, coraggio, dare il massimo, speranza, consapevolezza…
IMG_0788
Quando la professoressa ha chiesto loro di fissare un pensiero che raccontasse il nostro incontro hanno scritto frasi bellissime che porterò nel cuore per sempre, ne cito uno per tutti: “La gioia di conoscere un mondo nuovo!”. Un pensiero che si è depositato nel mio cuore e il volto di un ragazzo commosso che mai dimenticherò. Se questi ragazzi come credo saranno gli adulti di domani guardo al futuro con fiducia e gioia. 

Grazie ragazzi e grazie alla vostra insegnante Simona, oggi a scuola sono andata io e gli insegnanti eravate voi.

Annunci

2 pensieri su “A scuola per un giorno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...