Il segreto della felicità

Ieri era la festa degli innamorati, solitamente non la onoro. Quest’anno più del solito visto che il mio innamorato è a Viareggio da 15 giorni. Per inciso se non torna a casa con la coppa, spacco tutto. Diamo un senso al sacrificio!

San Valentino 2015 però è stato un giorno pieno d’amore, un giorno da ricordare per sempre. Con Emma, Giulia e nonna Mara siamo andate ad ascoltare Cristina Acquistapace e la sua super mamma Marilena all’incontro organizzato da AGPD Onlus.

Cristina ha esordito dicendo: “Siamo qui oggi a parlare d’amore…” e parola dopo parola ha ipnotizzato la platea. Ha raccontato la sua vita: la sua infanzia, la scuola, l’adolescenza, il primo amore e infine la sua vocazione e il percorso per la consacrazione. Quando lei racconta la sua storia ti coinvolge parola dopo parola fino a travolgerti. Un’onda di mare che cresce, cresce, cresce fino a frangersi con potenza sugli scogli della paura, del senso di inadeguatezza e del dolore. Cristina quegli scogli li corrode con la fiducia, la speranza, l’amore e la fede e gli da forma, una forma nuova e bella. Cristina si definisce una donna felice, una donna realizzata, una donna che ha potuto essere quello che sentiva di dover essere, di voler essere. E il segreto è tutto lì.

Non era la prima volta che la sentivo parlare, ma ogni volta è come se lo fosse, ogni volta il percorso è lo stesso. Prima mi colpisce il suo linguaggio: fluente e appropriato. Poi mi disorienta la sua lucidità di pensiero. Infine mi mettono in discussione le sue riflessioni.

Sono lì per ascoltare l’esperienza di una persona con sindrome di Down e mentre lei parla me lo dimentico, il fatto che lei abbia la sindrome è un dettaglio. Non penso più a Emma quando l’ascolto, o almeno non solo, ma a me, a Giulia, a tutti i miei figli. Mi illumina sul senso della vita, non sul senso di una vita con la sindrome di Down. Ed è questo che mi sconvolge. Ha regalato a tutti noi partecipanti parole sagge e un’esperienza di vita che ci stimolano a essere noi stessi fino in fondo, a cercare la felicità perché la felicità è possibile con o senza sindrome. Cristina ci ha mostrato la sua strada, una strada di fede, ma al suo racconto poteva essere sfilata la fede e la preghiera e reggeva per chiunque anche per chi la fede non ce l’ha, come me. Le sue erano parole laiche paradossalmente, parole che parlavano di mistero e di senso della vita, ci ha raccontato la sua soluzione, la sua scelta, e ci ha indicato una via… una via che sarà per ognuno di noi diversa. Non ci ha dettato la ricetta per crescere dei super down, ma ci ha mostrato il segreto della felicità.

Cosa serve per essere felici? Per essere felici bisogna amare e realizzare se stessi, amare per primi se stessi, accettarsi, perché senza l’amore per noi stessi non possiamo amare gli altri. Per essere felici bisogna conoscersi, scoprire cosa vogliamo, cosa ci fa stare bene e cercare di conquistarlo con tutte le nostre forze. Per essere felici bisogna realizzare i propri sogni, quelli che smuovono il nostro io interiore e bisogna farlo conoscendo i nostri limiti e mettendo a frutto i nostri talenti. Io guardavo Giulia, ascoltavo il mio cuore, mi voltavo verso Emma, sentivo la platea sospirare… lo avevamo capito tutti e anche la mia piccola grande Emma a modo suo. Ha aspettato il suo turno con pazienza e poi ha abbracciato Cristina portandola in un angolo tutto suo, le ha parlato all’orecchio e Cristina ha parlato a lei. Non so cosa si sono dette e forse non lo voglio nemmeno sapere, so che Emma è scoppiata a piangere, si è franta come un’onda, un pianto a dirotto come se dovesse riporrre da qualche parte tutta la sua emozione. Non so cosa abbia capito della storia che le ha raccontato Cristina, ma quel che conta è che l’abbia toccata nel profondo, “Tengo Cristina nel mio cuore” mi ha detto. Anche io, Emma, stretta stretta insieme alla strada che mi ha indicato.

emma

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3 pensieri su “Il segreto della felicità

  1. marilena ha detto:

    Sono un po’ di anni che leggo le sue interviste, rispetto le sue scelte ma non so perchè a me fa tanta tristezza. E anch’io sono mamma di Giorgio persona con sindrome di Down di 35 anni completamente libero, quasi anarchico, i condizionamenti non fanno per lui. Così i suoi limiti non hanno la meglio sulla sua personalità!

    • pointsofview ha detto:

      La cosa meravigliosa di incontrare Cristina è che non da soluzioni ma solo una prospettiva di vita possibile. L’umiltà con cui racconta la sua esperienza ci indirizza a trovare la nostra strada, la nostra soluzione. Ognuno la sua.

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