Ciao Franco!

Oggi ti ho pensato mentre ero in metro, ho fatto un incontro di cui ti volevo parlare, te ne avrei scritto, ma non ho fatto a tempo a finirlo che mi è arrivata la notizia.

Sono incazzata, oggi sono incazzata con la vita. So che non approveresti, ma prometto che domani farò tesoro del dono della nostra amicizia, delle tue parole, dei tuoi consigli e della grinta con cui mi hai salutato solo pochi giorni fa, ma oggi ho solo rabbia dolore e rimpianto.

Quando al telefono mi hai detto che avevi una nuova battaglia da combattere eri sereno e forte, stavo guidando la macchina e passavo davanti al Niguarda mentre tu eri ricoverato proprio lì. Mi hai detto che non avevi paura e che di battaglie ne avevi fatte tante e di peggiori e che avresti vinto pure questa.
Mi hai confidato una preoccupazione e almeno un progetto che volevi realizzare, che conservo per me con il nodo in gola.

Giovedì quando sono venuta con Massimiliano a trovarti stavi girando l’appello per Telethon, perché tu mentre combattevi contro il male peggiore non pensavi ad altro che a continuare a fare il tuo lavoro, e a trasmettere energie e voglia di lottare. Eri carico e coraggioso e ci hai stregato ancora una volta con la tua voglia di vivere, di fare, di essere. Ci hai detto che avevi un sacco di cose da fare e che le avresti fatte.
Mi hai stretto la mano forte perché non arrivavo ad abbracciarti, ci hai fatto un paio di immancabili battute sull’Inter e abbiamo riso forte, poi ci hai salutato con un “Ci vediamo presto!”

Franco, io ci credevo davvero che avremmo avuto tutti un po’ più di tempo, tempo per finire delle “cose”, tempo per mettere ordine, tempo per salutarci… Non è giusto, non così in fretta, non quando ancora eri lucido e con le energie per provarci. Avevamo tutti bisogno di te qua, ma soprattutto tu volevi stare qua e volevi finire almeno un paio di cose che avevi cominciato. Non è giusto!

Eri un punto di riferimento per tutti noi, non solo per il nostro mondo, ma anche per la cultura tutta, perché tu non facevi solo battaglie per noi, tu facevi Cultura con parole vere, oneste, dirette, semplici. Entravi nel cuore e nella testa della gente e seminavi cultura della diversità. Tu eri un rivoluzionario, non ti fermavi mai, tu arrivavi in fondo a tutto, le tue parole cambiavano la realtà. Ma eri soprattutto un amico. Io oggi mi sento orfana, orfana di te, dei tuoi buoni consigli, delle tue battaglie, della tua amicizia.

Grazie Franco!

Tamara è la gattina che mi ha regalato Franco, la figlia del suo amato Ibra.

Tamara è la gattina che mi ha regalato Franco, la figlia del suo amato Ibra.

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