Martina Fuga, Lo zaino di Emma, Mondadori, 2014

Lo zaino di Emma

Lo facevo anche da bambina, quando avevo il nodo in gola per un litigio dei miei genitori, o per un’incomprensione con l’amica del cuore: scrivevo sul mio diario o scrivevo lunghe lettere alle amiche lontane. La scrittura come valvola di sfogo e come strategia per districare matasse, spostare il punto di vista fuori di sé e guardarsi da lontano. E’ quello che ho fatto in questo blog che è rimasto un diario privato per almeno tre anni, non l’ho mai linkato al mio profilo facebook, non l’ho condiviso, era un esercizio, era un posto solo mio. Scrivere per sfogarsi, scrivere per capire, scrivere per sopravvivere alla malinconia e spesso alla rabbia. Gli spazi di condivisione erano altri: la pagina di Emma su facebook o il forum di genitori Pianetadown.

Ora però è diverso, mi hanno chiesto di farlo diventare un libro e lo spazio di condivisione si apre, si spalanca oserei dire. Ho pensato a lungo se aveva senso mettere in piazza la mia vita, la mia famiglia e le mie emozioni più profonde e mentre pensavo il libro era già scritto. Sono stati mesi intensi, mesi in cui ho ripercorso la mia vita degli ultimi dieci anni, ho scavato nei ricordi di bambina e ho messo a fuoco episodi, emozioni e riflessioni.

Ho cercato il senso di questa cosa e non l’ho ancora trovato se non in neo mamme che mi hanno ringraziato per la pagina di Emma che dava a loro fiducia e coraggio, prospettive nuove e certezza di una vita possibile. Ecco se fosse così il mio senso lo avrei già trovato e se questo libro parlasse a qualcuno anche fuori dal nostro mondo e aiutasse a fare breccia nel pregiudizio oppure anche solo nella paura o nel disagio che proviamo davanti a quello che non conosciamo, allora forse avrei trovato il Senso.

Da scrivere per sfogarsi a scrivere per condividere, da scrivere per sopravvivere a scrivere per confrontarsi, da scrivere per districare i propri nodi a scrivere per abbattere un po’ del muro del pregiudizio e della paura.

Ora la palla passa a voi, perché un libro è un libro solo se qualcuno ci si specchia dentro.

 

“Molti pensano che la disabilità di un figlio sia un dono, ma chiedetelo ai nostri figli. La sindrome di Down non è un dono, mia figlia è un dono, ma per com’è lei, non per la sindrome. Non posso fare a meno di chiedermi come sarebbe se… e non me lo chiedo per me, me lo chiedo per lei! Io di quello zaino sulle spalle di Emma posso anche farmi carico, ma fino a che punto? Non posso portarlo io al suo posto! Un giorno lei vorrà toglierselo quello zaino e io dovrò spiegarle che non è possibile. Quel giorno sarà il più difficile della mia vita.”

copertina_bassa

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23 pensieri su “Lo zaino di Emma

  1. William ha detto:

    Ciao sono un papà di un bimbo con la sdd di nove mesi. Ma quanto sono speciali? Quando penso a lui mi brillano gli occhi e mi si apre il cuore. Mi piacerebbe raccontarvelo……

    • pointsofview ha detto:

      Ehi William ma che bella storia 🙂 Grazie di aver condivisa… Sono davvero felice che sei passato di qui a raccontarmela. Se hai voglia di condividerla anche con altri genitori di bambini e ragazzi con sindrome di Down c’è un posto molto speciale che devi conoscere si chiama Pianeta Down ed è un forum di genitori che si scambiano storie, consigli, si danno supporto reciproco in momenti di difficoltà oltre a condividere tante gioie. Lo trovi qui http://www.pianetadown.org
      Non ti voglio mandare via di qua anzi… ti invito a restare, ma mi piacerebbe che anche altri genitori leggessero la tua storia.
      Tienici aggiornati!
      Un abbraccio a te e tutta la tua famiglia.

      • William ha detto:

        Sono contento d avervi raccontato l inizio di questa mia nuova vita. Sono tante le cose successe e che stanno accadendo e ci sara modo di ritrovarsi a parlarne. Un abbraccio anche a te e alla tua piccola.

      • William ha detto:

        Ho seguito il tuo consiglio e mi sono scritto al forum e ho postato anche lì il mio commento. Grazie ancora a presto.

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