Cos’è morale? Amare e essere liberi di farlo

Come se non fosse già abbastanza difficile la vita quotidiana, dobbiamo combattere anche contro questo… Un giorno quella specie di censura, un giorno le provocazioni accalappia follower e click di un biologo famoso per questo genere di dichiarazioni a effetto.

“Abortisci e ritenta” questa è la risposta che dà ad una donna che gli chiede un’opinione in caso di diagnosi prenatale di trisomia 21.

Secco e duro ma la sua opinione, fin qui posso farcela a leggere. Tremo, lo confesso, mi brucia dentro, ma rispetto la sua opinione e quella di tutti. Se loro rispettano la mia però!

Lui invece va avanti e dice che è “immorale mettere al mondo un bambino con sindrome di Down”. Ecco qui le cose si mettono diversamente. Non è solo un messaggio privato, una sua opinione, una risposta ad una donna che gli ha posto una domanda. E’ un giudizio di valore! Cos’è morale allora? Scegliersi il figlio perfetto? Abortire finché non ti esce quello che volevi?

Lo dovrebbe sapere il nostro scienziato che la vita riserva “scherzi” anche dopo la nascita ai figli perfetti, anche agli adulti perfetto… Non lo auguro a nessuno, nemmeno a lui, perché in fondo non è questo il punto.

Le “scuse” dello scienziato complicano le cose, peggiora decisamente la sua posizione, mi ferisce ancora di più a colpi di tweet. Salva le persone autistiche (che in coro lo ringraziano! Ne dubito…) perché loro si che danno un contributo al mondo, altro che noi poveri infelici!

Quindi abbiamo diritto a stare al mondo in base al contributo che diamo? Vorrei dire a questo scienziato che mia figlia e i molti ragazzi che conosco con sindrome di Down danno contributi straordinari al mondo, e passerei ore a raccontargli di noi, ma non è ancora una volta questo il punto.

Non è che una vita compromessa, condizionata da disabilità anche più pesanti della sindrome di Down abbiamo più o meno dignità, abbiamo più o meno diritto a essere parte di questo mondo. Per me la vita ha dignità a prescindere conosco persone con disabilità ben più gravi della sindrome e per me la loro vita è altrettanto degna di essere vissuta.

Ma detto questo che è la mia personale e umile opinione vorrei solo rivendicare il diritto di tutte le donne, di tutte le coppie e il mio di scegliere senza che nessuno mi giudichi immorale, vorrei solo poter dire al mondo anche a bassa voce come con “Dear Future Mom” (l’eco lo avete fatto voi perché al vostro cuore abbiamo parlato) che noi siamo sereni, che la vita in fondo ci dà tante possibilità, che con fatica e con coraggio facciamo le nostre conquiste. Vedo Adriano imparare ad andare in bicicletta, vedo Francesco scrivere in corsivo, vedo Emma leggere e nuotare come un pesce, vedo Lucrezia andare in vacanza da sola, vedo Ilaria lavorare e danzare felice, vedo Luigi fare l’educatore e amare la sua compagna, e ne cito solo alcuni, ma vedo tutti i giorni ragazzi con la sindrome sereni e felici dare il loro contributo al mondo e i loro genitori a fianco a loro. E invece se lo diciamo ci censurano!

Lasciateci almeno liberi pensare, di provare le nostre emozioni, di scegliere e di dire quello che sentiamo.

A quella mamma io direi di ascoltarsi, a quella mamma direi di non avere paura, a quella mamma direi di venire a conoscere i nostri ragazzi e vedere come sono diversi tra loro, come lo sono tutti i bambini, a quella madre direi che non si può ipotecare alcun futuro, a quella madre direi che in fondo non si sceglie mai davvero, a quella madre io direi di sentirsi libera, a quella madre vorrei dire che nella vita ci vuole coraggio prima o dopo, prima o poi il coraggio servirà, a quella madre vorrei dire di volersi bene e di amare quello che la vita le offre, a quella madre vorrei dire che per essere felici ci vuole impegno sempre e comunque, a quella madre vorrei dire che quello che conta davvero nella vita è l’amore.

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4 pensieri su “Cos’è morale? Amare e essere liberi di farlo

    • Silvana ha detto:

      Condivido appieno tutte le bellissime parole che avresti voluto e potuto dire a quella mamma, il “coraggio” è possibile averlo solo quando si ha un cuore colmo di amore e tu e la tua famiglia ne avete tanto. Emma è una bambina fortunata ed avrei una gran voglia di abbracciare entrambe 🙂 Tantissimi anni fa…quando mi accorsi di aspettare un bimbo ero terrorizzata all’idea che potesse nascere un bambino Down il solo pensiero mi terrorizzava forse proprio perché mi metteva davanti ad un bivio, il bivio della scelta. Ricordo benissimo però che decisi consapevolmente di non eseguire nessun esame, e quando feci questa scelta piansi ed in quei momenti accettai dentro al mio cuore che quel bambino ipotetico che tanto mi faceva paura, sarebbe stato in ogni caso il mio bambino e lo avrei amato incondizionatamente allo stesso modo. Poi nacque un bambino “normale” ma piccolissimo di appena un chilo, prematuro immaturo, e con una prognosi riservata.. ho vissuto i suoi primi mesi con la paura di perderlo e questo sarebbe stato il dramma vero. Con ammirazione e affetto ti lascio un forte abbraccio,

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