Lo sguardo di Angela

1509788_10153904780950471_1595329833_nAngela è una mia amica da tanto tempo. Mi ha mandato il suo sguardo nella casella di posta, le ho chiesto il permesso di pubblicarlo perché il suo è uno di quei punti di vista che aiuta a buttare giù il muro.

Ciao Marty,
eccomi qua a cercare di rispondere alla “chiamata alle armi” che da un lato mi rende titubante, dall’altro spero possa essere utile e dall’altro ancora mi terrorizza. Diciamocelo qua si parla di “buttare giù dei muri”, io di solito li costruisco per evitare le sofferenze che poi alla fine soffro ugualmente ma almeno ci ho provato. Non sono avvezza al disintegrarli, ma questa è una buona causa e quindi si parte.
Ho visto, rivisto, poi rivisto ancora ed ancora ed ancora quel video. Volevo imprimermelo bene nella mente, volevo mi entrasse dentro nell’anima per capire, volevo essere all’altezza di comprendere al di là di ciò che vedevo ciò che i protagonisti mi stavano dicendo e anche insegnando. Alla prima visione ecco qua Emma e la prima cosa che ho pensato è stata : “mamma mia quanto è cresciuta”, esattamente come avrei pensato di qualsiasi altro bimbo/a che conosco e che non vedo da tempo. E già questo dovrebbe dirtela lunga su come può essere il mio “sguardo” nei confronti delle persone speciali, con sindrome di Down, con patologie varie.
Vedi Marty, tu mi conosci gli altri no, ma non ho mai visto nessuno diverso da me. Non so bene come spiegarti, forse la mia grande fortuna di essere una figlia “adottata” fa di me una persona “diversa”? Non credo, però di sicuro fa di me una persona che basa i suoi principi su RISPETTO, AMORE, CORAGGIO, FEDELTA’, AMICIZIA. Tutto questo mi ha portata (a differenza di molti) a non guardare gli altri per giudicarli, ma vivere gli altri per quello che mi possono dare, insegnare, comprendere.
Non mi è mai piaciuto giudicare le persone. Ognuno è libero di fare quello che meglio crede, ognuno è libero di fare delle scelte che sono poi la base della vita di tutti, ognuno è libero di condividere gioie e dolori della propria, ognuno è libero di… O almeno sulla carta dovrebbe essere questo il principio primo dell’essere umani. Chi sono io per poter dire, giudicando, qualcosa su qualcun’altro? Io sono una donna come tante, forse un bel pò più imperfetta. Ho però sempre detestato chi si permetteva di giudicare me in maniera diversa da come io credevo e credo di essere (lo so manco di diplomazia, ma almeno di me saprai sempre il mio pensiero senza troppo girarci intorno o con ipocrisia). Ho sempre apprezzato chi ha avuto il coraggio di portare avanti le sue scelte, chi ha combattuto per rimanere a galla davanti alle più atroci e grandi sofferenze. Ho amato e sempre amerò chi ha il rispetto nei confronti di tutto e tutti.
Ecco io “guardo” i bimbi con sindrome di Down esattamente come “guardo” i bimbi cosiddetti normali. Che poi parliamone su cosa possa essere la normalità. Non sono forse tutti bimbi nella medesima maniera? Non sono forse tutti degni di vivere una vita? E magari se possibile anche piena e splendida? Ecco sicuramente, come spesso hai detto tu Marty, loro avranno uno zainetto sulle spalle un pò più pesante, ma ciò non toglie che saranno in grado di affrontare il mondo nella medesima maniera.
Il dono più bello per una donna è quello di avere un figlio, di diventare mamma, di crescerlo, di aiutarlo, di insegnargli i valori della vita e di vederlo spiccare il volo. Non è poi questo il nostro lavoro pricipale? Come ti ho già detto una volta, mia mamma e mio papà si sono sentiti genitori 2 volte di più. La responsabilità di avere una figlia adottata li ha portati a sentire sentimenti, emozioni, sofferenze, gioie, educazione tutto amplificato. Ora lo capisco in quanto mamma anch’io, quando ero più giovane faticavo a capire la vera essenza. Tu e tutte le mamme e papà di bimbi “speciali” probabilmente siete uguali. Tutto ciò che sentite dentro lo percepite amplificato. La responsabilità per un figlio, la necessità di farlo crescere in una società che almeno oggi come oggi non è proprio un granchè, le domande sul come sarà domani, chi frequenterà, come vivrà, come si destreggerà nel mondo, quali saranno le sue paure e quali le sue grandi conquiste. Ma tutte queste domande, mi viene da dire, non sono poi proprio di tutti i genitori di tutti i bambini in generale?
Ecco perche ti dico che il mio “sguardo” non è mai stato di insofferenza, di pietà, di curiosità o altro. Considero la vita il dono più prezioso che ognuno di noi ha e ogni vita vale la pena di essere vissuta. Emma e tutti i bimbi Down di sicuro incontreranno persone che non li considereranno, che non avranno un briciolo di rispetto, che si sentiranno più spavaldi e più grandi magari insultando. Ma certa gente, mia cara Marty, è solo gente meschina, che basa la sua vita probabilmente affossando gli altri per innalzare se stessa, per certa gente non vale neanche la pena di soffermarsi a riflettere. Di persone disposte a “buttare giù il muro” dell’ignoranza, dell’indifferenza, dell’insofferenza, della pietà e via dicendo fidati ce ne sono tante e nel loro piccolo lo fanno tutti i giorni. Quindi non posso fare a meno che dirti il mio motto (ormai da anni) AVANTI TUTTAAAA… noi siamo con voi.

Angela

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2 pensieri su “Lo sguardo di Angela

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