Una mamma qualsiasi, anche solo per un giorno

Ieri ho onorato la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down in modo nuovo. Niente piazza e niente condivisione con i gruppi associativi a cui sono profondamente legata, ma una giornata al museo con i miei tre figli e tanti bambini. Bambini e basta. Un universo quello dei bambini in cui essere differente è normale.

Non l’ho fatto per distacco, o ancora di più perché non apprezzi l’attivismo associativo e la sensibilizzazione di piazza, ho semplicemente scelto un altro modo. E ci tengo a condividerlo non per giustificarmi con gli amici che lo hanno fatto anche per me ;-), ma per dire che c’è anche un altro modo possibile.

Non la vivo come la giornata dell’orgoglio down, non ho comprato la t-shirt “Keep calm it’s only an extra chromosome” anche se la trovo divertente, detesto che mi si telefoni per farmi gli auguri (giuro che èaccaduto anche questo!), ma non sono per le parate in genere e non mi piace stare in piazza nemmeno per le cose in cui credo fermamente, ma ne capisco il senso, e quando Emma aveva pochi mesi ricordo di essere andata all’evento organizzato nella piazza di Monza e di averne avuto un grande giovamento oltre ad aver ascoltato storie con avidità e conosciuto persone che sono diventate amici. Poi ci sono tornata tutti gli anni, per affetto, per riconoscenza e per incontrare gli amici. Quindi ringrazio pubblicamente chi tutti gli anni organizza con impegno questi momenti di incontro, di condivisione, e di informazione.

Ieri ho voluto trascorrere una giornata normale facendo qualcosa che amo e che i miei figli amano. Sono andata al museo con Emma e i bambini, abbiamo disegnato, giocato, fotografato. Emma si è infilata in un laboratorio di disegno come se fosse a casa sua, ha monopolizzato un’animatrice per un po’, ha portato i suoi disegni all’artista che li scannerizzava e realizzava dei video con i capolavori dei piccoli artisti, si è goduta il suo momento di notorietà quando il suo disegno è apparso in video, poi ha giocato con una bimba e il suo papà, e io l’ho guardata da lontano e mi sono sentita una mamma qualsiasi, non una mamma speciale. Al laboratorio di app e tablet, ha tormentato il relatore per avere la sua attenzione, ma è stata rimessa al suo posto come tutti gli altri. Abbiamo pranzato al ristorante cinese con gli amici e anche se si è presa tutto il tempo necessario per finire il suo piatto, non mi sono mai alzata per accudirla, al massimo l’ho dovuta riprendere perché troppo premurosa a fare da mammina alla bimba più piccola dei nostri amici.

Tutto normale? Dovrebbe esserlo, ma non è sempre così, perché noi genitori speciali facciamo fatica a goderci una giornata in famiglia rimuovendo anche solo per poche ore le difficoltà dei nostri figli, perché hanno bisogno di noi o perché purtroppo c’è sempre qualcuno pronto a ricordarcelo. Invece anche noi genitori abbiamo bisogno periodicamente di spegnere la luce, ti tirare il fiato, e ritrovare nella normalità le energie per vivere la nostra vita speciale. Beh io ieri l’ho fatto e ironia della vita (come solo la vita sa essere ironica per non dire cinica!) è accaduto proprio il giorno della Giornata Nazionale delle persone con Sindrome di Down.

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