Del lamentarsi…

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“Quante ne conosceva, di persone che passavano la vita a lamentarsi della vita… A bizzeffe. Persino chirurghi affermati, politici di grido, uomini d’affari in volo da un aereo all’altro…sempre lì a frignare a destra e a manca della vita orrenda, frenetica,convulsa, che erano costretti a fare. Ma “costretti” da chi? Come fossero le vittime. Ma vittime di che cosa? L’avevano voluta loro una vita simile, o no? Chi aveva premuto, al posto loro, quel tasto di non ritorno? E non gli veniva mai in mente che ce n’era un’altra possibile, di vita, diversissima, magari proprio accanto, tra l’altro, a due passi da loro? Bastava spostarsi. Scendere da quel treno e prenderne un altro, per dire. Anzi, non prenderlo proprio fin dall’inizio. Perchè non lo facevano, cosa c’era sotto?”

Paola Mastrocola, Non so niente di te, Einaudi

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