La vigilia della mia prima maratona

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Correre una maratona con Rita e’ il mio unico proposito del 2013.

Un’amica mi ha detto:”Averne uno solo ti garantirà di non fallire!” Non ne sono per nulla certa.

Considerato che correre una mezza maratona era uno dei tanti task del 2012, mi sono chiesta se qualcosa non andasse. Magari avevo solo bisogno di tutto gennaio per stilare la mia “Lista dei propositi 2013” e ho rimandato il compito.

Invece arrivata a maggio è rimasto l’unico. Ma oggi mi è chiaro che correre la maratona è una metafora di molte altre cose che riguardano me e la mia vita.

Molte. Ma credo di poterne condividere solo un paio…

È la metafora di un ordine che voglio dare alle cose, dell’ordine che voglio fare dentro di me. Ordine che posso fare solo con un rigido allenamento e molta disciplina, quello che mi sembra impossibile diventerà possibile, quello che dico di non essere ingrado di fare, proverò a farlo. E’ un’esperienza che mi proverà nel fisico ma mi darà ragione del fatto che se-voglio-posso, che gli obbiettivi vanno posti e perseguiti anche se alti, anche se apparentemente impossibili. Che i muri ci sono, ecco me se ci sono, nella maratona sono intorno al 35° km, nella vita ne abbiamo tutti, ma molti si possono abbattere. E se anche fallirò perché mi sarò infortunata o per qualche altro motivo, io ci avrò provato, ma provato davvero.

Ma ancor di più è la metafora della vita dei nostri figli speciali, che tutti i giorni si allenano più degli altri nella palestra della vita. Emma mi ha insegnato la pazienza, il rispetto dei tempi e dei ritmi altrui, la determinazione, mi ha dimostrato in questi 8 anni che non sono le difficoltà, la fatica, la salita che ti ha dato in dote la vita che ti impediranno di arrivare alla meta, e che andare oltre quella salita non solo si può, ma ti permetterà di vedere il magnifico panorama che c’è oltre.

Voglio mostrare ai miei figli che si può fare, anche solo con il sudore e la fatica dell’allenamento. Voglio dimostrargli che anche se non sei un atleta, anche se non hai tutti i numeri dei campioni anche tu puoi tagliare quel traguardo. Al tuo passo, correndo, correndo e camminando, o anche solo camminando. Così come fa Emma tutti i giorni: al passo di Emma, Emma arriva dappertutto. Con determinazione e forza di volontà si può arrivare in fondo. Correrò con lei e per lei, correrò con uno zaino anch’io, simile a quello che lei porta sulle spalle tutti i giorni, il mio sarà carico di pensieri e di senso d’inadeguatezza, ma faro’ la mia strada.

Avrò un meta sì, ma cercherò di godermi il viaggio.

Un po’ come dovrebbe essere nella vita.

Praga, 11 maggio 2013

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