“NON-RIUSCIRA’-MAI-A…”

Ci sono giorni in cui una frase fa salire il magone che sembra non abbandonarti più… Ma poi arriva lei e mi apre il cuore!

Oggi ero ad un incontro di routine con una neuropsichiatra che deve fare dei test a Emma. Mi ha fatto molte domane e chiesto di lei, della scuola e della sua vita extrascolastica. Parlando di scuola ci siamo soffermate sulla letto-scrittura. Le ho raccontato di quello che Emma ha imparato e delle sue difficoltà, di quello in cui riesce bene e quello su cui fa più fatica. Ad un certo punto in merito alla lettura, la sentenza: “Beh, è possibile che Emma non riuscirà mai a leggere fluentemente, visti i suoi problemi di linguaggio!”

Mi si è annebbiata la vista e credo di non aver più ascoltato nulla… Rispondevo a monosillabi come un automa e non sentivo che quelle parole rimbombarmi in testa “NON-RIUSCIRA’-MAI-A…” “NON-RIUSCIRA’-MAI-A…” “NON-RIUSCIRA’-MAI-A…” “NON-RIUSCIRA’-MAI-A…”

Uscita di lì mi sono fatta molte domande e data molte risposte, ma rimanevo confusa. Ho assolto la neuropsichiatra, brava e carina, sensibile e attenta, ma pur sempre umana, per essersi fatta scappare una frase che aveva il suo senso nel contesto, ma che emotivamente può uccidere chiunque.

Arrivando a scuola dopo aver parlato con un’amica-mamma-speciale ero ancora un po’ intontita, ma mi sono detta: come si può ipotecare ora il futuro di una bambina? come si può dire ORA che una bambina di sette anni non leggerà MAI fluentemente? a cosa serve far rassegnare una madre fin d’ora alla possibilità che potrebbe non farcela mai? I nostri bambini hanno sempre dimostrato di riuscire ad andare oltre i presunti limiti e le aspettative dei più, grazie all’impegno, al tempo, alla fatica, alla costanza, all’esercizio e alla determinazione. Noi famiglie con la nostra fiducia e la nostra determinazione possiamo accompagnare i nostri ragazzi credendo nei loro obiettivi e nelle loro sfide, e se per primi non ci crediamo noi…

Ma poi all’uscita da scuola c’è lei: Emma.

Perché poi dopo tutti questi discorsi, teorie, test, statistiche ci sono i nostri figli in carne ed ossa, con il loro viso, il loro sorriso, i loro occhietti che parlano e la loro energia contagiosa. Mi viene incontro eccitata e felice per la sua giornata di scuola e insieme alla maestra mi racconta della lezione sullo stato solido, liquido e gassoso. Paura!!!!!!!! Dunque: solido=gomma da cancellare liquido=acqua gassoso=angelo

A casa chiedo spiegazioni sullo stato gassoso: “Angelo, mamma!” “Ma spiegami perché, Emma” Mi mima un fumetto e qualcosa che sale in cielo e mi dice “Angelo qui, ma no vedo, lui sù sù sù nel cielo, no vedo più! No vedo, ma c’è: gassoso!”

Io dico che questa bambina farà la sua vita e non ho alcuna intenzione di definire oggi quello che potrà o non potrà imparare, quello che riuscirà o non riuscirà a fare, non mi farò condizionare da test, statistiche, giudizi assoluti o valutazioni di alcun tipo, lascerò che si giochi la sua partita credendo in lei e nelle sue possibilità, nella sua determinazione, nel suo entusiasmo e nel suo coraggio. Noi a fianco a lei. Sempre.

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