Essere fratello di…

420198_3403221688210_413830288_nAncora una volta mi soffermo a riflettere su essere fratello/sorella di…
Emma nel caso specifico. Non per qualsivoglia desiderio di arrovellarmi in una riflessione da mamma down, ma solo perché costretta dal mio ometto seienne.

Cesare ieri sera mentre andavamo a cena ed eravamo in auto con sua sorella maggiore, il papa’ e sua sorella Emma mi ha chiesto a bruciapelo: “Mamma, ma perché Emma non e’ nata che parla normale come me e Giulia?” Panico… a cui e’ seguito un silenzio di tomba e qualche frase per riempire il vuoto e cambiare discorso.
Mio dio, Cesare’ che botta! E io che credevo che tu avessi capito tutto… E io che credevo che essendo nato che lei c’era, per te fosse più facile.
Con Giulia era stato più facile? No non lo era stato, ma lei le domande le teneva dentro mi chiedeva una cosa alla volta, e mise insieme da sola i pezzi del puzzle.
Tu invece mi sbatti in faccia la domanda della vita così senza preavviso e per di più davanti a lei….
Prendo tempo: mi hai fatto una domanda importante Cesare, ne parliamo quando ci possiamo guardare negli occhi, con calma. Giulia tace, e deglutisce, come se quella domanda lei l’avesse avuta sempre lì, ma non avesse avuto il coraggio di pormela.
Quando abbiamo un momento di solitudine lo prendo in braccio e lo guardo negli occhi, lo abbraccio, lo bacio e gli dico: “che domandona mi hai fatto prima, amore?”
E lui si schernisce, fa l’indifferente.
“Sai vero a quale mi riferisco?”
E lui: “Emma”
“Si’ la domanda sul perché Emma parla così… Tu che idea ti sei fatto?” Solito modo idiota degli adulti di rispondere ad una domanda con un’altra domanda!
“E’ perché lei e’ una bambina speciale…”
Sono quasi sollevata. “Allora vedi che lo sai! Imparerà anche lei a parlare, Cesare… Solo che lei ci mette più tempo come in tutte le cose, ma alla fine vedi che riesce a imparare tutto? Imparerà anche a parlare come te e Giulia.”
Lui annuisce ma e’ sempre ombroso… Insiste: “Si, mamma, ma perché lei e’ nata così?”
Peggio di quanto immaginassi: non avevo nemmeno capito la tua domanda, amore mio, non mi stavi chiedendo perché parlava così, ma perché tua sorella e’ nata cosi’! Perche’ una bambina speciale, perché e’ nata con la sindrome di down!!!
Non so davvero cosa rispondere… “non lo so Cesare, e’ successo, non è stata fortunata come te e Giulia, voi non fate fatica a fare nulla, per voi  è tutto semplice e veloce, lei invece deve fare tanta fatica anche per fare le cose piccole, ma è anche stata molto fortunata a nascere sorella di Cesare e Giulia che le insegnate un sacco di cose e siete due fratelli meravigliosi…”
Lui tace ancora. Non ho risposto, lo so, ma non ho ancora risposto  nemmeno a me stessa.
“Non sei contento di avere una sorella come Emma?”  mentre lo dico mi sento morire, che diavolo di domanda!
“No…” poi prende fiato e dice frasi a caso: “perché lei ogni tanto mi da uno schiaffo, e poi lei …”  Parole qualsiasi, scuse da bambini, come se dovesse giustificare il fatto che non e’ felice che sua sorella abbia la sindrome di down.
Un senso di inadeguatezza mi travolge, come uno tsunami, decido di tacere, fare i conti con me stessa e rimandare questa conversazione.
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