La prima pagella di Emma

La maestra ha consegnato le pagelle, io ho aperto la busta perché tutti lo facevano e non volevo fare la diversa, ma non mi interessa leggere i voti, ho in mano la pagella di Emma e questo è già tutto. Emma è al giro di boa del suo primo anno di scuola. Emma oggi riceve il simbolo del suo impegno e delle competenze acquisite, Emma ha fatto il suo percorso e ha fatto il suo pezzo di strada da sola, è vero che siamo in molti vicino a lei a sostenerla e aiutarla, ma è lei che si è impegnata in questo mezzo anno di scuola e che ha messo in gioco se stessa con grinta, determinazione e gioia. E’ come avere in mano i suoi sforzi, i suoi progressi, la sua fatica, il suo coraggio, la sua felicità nell’andare tutti i giorni ad imparare qualcosa di nuovo. Mi scoppia il cuore di commozione… tutto qua e ho gli occhi pieni di lacrime, tanto che non posso leggere quei numeri scritti in lettere, quindi fingo di farlo poi piego la pagella e la metto via nella busta. Nessuna domanda delle mamme e papà, la riunione è finita, possiamo andare. Finalmente posso scappare da quella classe e lasciar libere le emozioni di scorrere… invece la maestra mi fa un cenno di fermarmi e attendo di parlarle. Quando arriva il mio turno, mi guarda con gli occhi lucidi e mi dice: “Complimenti! Faccia i complimenti ad Emma, sono molto orgogliosa di lei!” L’emozione della sua voce apre una voragine dentro di me. La ringrazio e vado, fuori mi aspetta una mamma che mi abbraccia anche lei con gli occhi umidi, non riesco a staccarmi da quell’abbraccio, imbarazzata dal mio pianto, vorrei infilarmi gli occhiali da sole, ma fuori nevica e sono le 5 del pomeriggio. Poi è il turno della direttrice, la donna di ferro, che si lascia andare anche lei a parole di affetto e orgoglio, emozionata. Mi sentivo sola in questa emozione grande, ma in fondo non lo ero… Alla fine riesco a uscire dalla scuola, voglio scappare all’aria aperta e camminare sulla neve e lasciar scorrere quelle emozioni forti che sto comprimendo dentro di me, piangere lacrime di commozione e di amore. Ho calpestato tutti i pezzi di neve candida e immacolata che ho incontrato, quella ancora non calpestata da nessuno per sentirne il rumore e la sensazione sotto le scarpe… Qualcosa che fa rumore, anche se un rumore sordo, qualcosa che si sgretola, ma che non si rompe, qualcosa che si compatta e si rimpicciolisce sotto il peso del mio corpo e dei miei passi, come il dolore silenzioso che ho dentro che piano piano si farà ghiaccio e forse poi si scioglierà con l’arrivo del sole.


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