Essere sorella di Emma

Mi sono chiesta fin dal primo giorno come sarebbe stato essere sorella di Emma, come avrei fatto a spiegare a Giulia della sindrome di sua sorella, e mi sentivo il peso della responsabilità delle parole che avrei usato e delle conseguenze se avessi usato il modo sbagliato…. Ma c’è un modo giusto per trasmetterlo?

Ho seguito il consiglio degli esperti: quando farà delle domande sarà pronta per sapere e per capire. Così ho fatto, ma la mia preoccupazione e il macigno sullo stomaco non mi ha mai lasciato. Giulia ha condiviso vita con sua sorella e tanti altri bambini con la sindrome di down con semplicità e naturalezza senza tante teorie preparatorie e quando chiedeva noi cercavamo di spiegarle con le parole semplici che trovavamo nelle nostre teste complesse di adulti a volte preoccupati, a volte feriti e a volte spensierati…

Oggi è successa una cosa semplice, ma che mi ha messo in pace con me stessa, almeno per questo “pezzo”, almeno per queste paure e questa preoccupazioni che hanno occupato molto spazio nel mio cuore negli ultimi 5 anni. Giulia, la sorella maggiore, ha un piccolo computerino tutto suo con cui ogni tanto si perde a guardare film a fare giochini didattici e a esercitarsi nelle attività che impara a scuola nelle ore di informatica. “Mamma come si scrive down?” mi chiede. Le rispondo ma mi chiedo: che cosa stara’ facendo? Dopo un po’ le chiedo di farmi vedere quello che ha scritto e lei dapprima ha cercato di evitarlo ma poi mi ha girato il PC e mi ha fatto leggere.

Il suo file di word segreto diceva:

PER AIUTARE CHI NE HA BISOGNO

1. Ci sono certi bambini che hanno bisogno di tempo per crescere. Questi bambini si chiamano down.

2. Di questi bimbi conosco:Emma, Francesco, Mila, Sara, Gian, Eleonora, Lulu’, Francesca, Ilaria, Dario, Adriano, Anita, Rosa, Davide…

Un po’ di tenerezza, un po’ di magone, la certezza di non aver mai usato quelle parole, la consapevolezza che mia figlia ha capito piu’ di quanto io sia stata in grado di spiegarle, la gioia di realizzare che questi bambini e ragazzi per lei sono parte della sua vita cosi’ come lo sono per me, insieme ai loro genitori con cui condivido quotidianamente, sogni, progetti, ideali…

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