Una copertina che fa cultura.

Sarah Gordy su D di Repubblica.

D – la Repubblica esce in edicola sabato 10 agosto con un numero dedicato alle #100donnechecambianoilmondo tra queste c’è Sarah Gordy attrice e performer che ho incontrato anni fa sul set di DearFutureMom, il corto realizzato da CoorDown in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, ideato da Luca Lorenzini e Luca Pannese oggi direttori creativi dell’agenzia SMALL.

Tra le cento donne, Repubblica ha scelto di dedicare a lei la copertina e lo trovo un atto coraggioso e di cui tutta la comunità e le associazioni che si occupano di sindrome di Down saranno grati al direttore Valeria Palermi e a tutta la redazione. Per noi attivisti dei diritti delle persone con sindrome di Down e più in generale con disabilità è un caso rarissimo, se non unico. Qualche anno fa Panorama.it offrì la copertina ad una storia potente quella di Luca Trapanese e sua figlia Alba e mise in copertina una bambina con sindrome di Down, ma di rado (forse mai, qualcuno mi smentisca, per favore) ho visto, in Italia, un’adulto con disabilità intellettiva sulla copertina di una rivista. È successo di recente in Brasile, quando Gol, la rivista di una nota compagnia aerea, ha dedicato la copertina a Tathiana Piancastelli, altra self advocate straordinaria. Oggi succede finalmente in Italia!

Perché è così importante? Sarah è un modello per tutti noi genitori di persone con sindrome di Down e noi attivisti, ma potrebbe esserlo per chiunque, è una donna straordinaria non solo per i suoi successi (certamente straordinari), per il suo approccio alla vita e per le sue battaglie per i diritti umani. Lo è al di là della sindrome di Down. La copertina di Repubblica scuoterà l’immaginario di molti che dovranno mettere in discussione luoghi comuni e pregiudizi anche inconsci.

L’unica arma che abbiamo per abbattere gli stereotipi sulla sindrome di Down e le basse aspettative è la cultura: andiamo a modificare l’immaginario collettivo su questo tema, andiamo ad aggiungere nuove immagini, nuove storie e nuovi esempi di riferimento! L’inclusione delle persone con sindrome di Down nei media è uno dei mezzi più potenti che abbiamo, per farlo abbiamo però bisogno di alleati nella stampa (grazie ancora Repubblica!), nella tv, nel cinema, nella pubblicità, nella letteratura.

Il tema della diversità è molto in voga, ma la disabilità intellettiva è sempre l’ultima a essere rappresentata e inclusa. Ma, scusate la provocazione, non si può parlare di #Diversity e non includere la #disabilitàintellettiva. Tanti passi sono stati fatti in questa direzione, per quello di oggi sono particolarmente felice e grata.

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